28/09/2026
La somma, pari a 181.826,90 euro più IVA (per un totale di 221.828,82 euro), sarà interamente versata dalla società Marinedi s.r.l., operatore economico con sede a Roma che si è aggiudicato la concessione demaniale marittima per i prossimi vent'anni.
- Quattro pontili per l'ormeggio di imbarcazioni da diporto nautico.
- Una piccola piattaforma gallegiante per i servizi igienici situata presso la Darsena.
- Una piattaforma, ormai dismessa, per attività di ristorazione (come si vede nella nostra foto d'archivio di una decina di anni fa).
- Un pontile per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto presso il Molo Sant’Antonio.
L'efficacia del provvedimento, firmato dal dirigente Andrea Ricchiuti, è ora subordinata al visto di regolarità contabile dell'Area Finanziaria. L'effettivo trasferimento di proprietà dei beni diventerà operativo non appena il Comune registrerà l'incasso della somma sul bilancio di previsione corrente. L'operatore privato avrà inoltre la facoltà di costituire una società di scopo interamente controllata per gestire le attività del porto turistico.
Se le casse comunali esultano per l'incasso immediato e per un canone demaniale che ha visto un rialzo record del 150% rispetto alla base d'asta, dall'altro lato crescono i forti timori dei diportisti locali. Un investimento da parte del privato a cui non converrebbe modificare le tariffe d'ormeggio: se la società deciderà di gonfiare i prezzi, il risultato potrebbe essere un clamoroso autogol: i diportisti tranesi (molti anche residenti in altre città) non esiteranno ad abbandonare la Darsena per rifugiarsi nelle marine limitrofe della zona, strutture concorrenti che non solo offrono spesso servizi migliori e più moderni, ma che risulterebbero decisamente meno costose. La sfida per Marinedi sarà quindi un difficilissimo gioco di equilibrio, perché un tariffario fuori mercato decreterebbe lo svuotamento del porto di Trani a vantaggio dei comuni vicini.
