Nel fine settimana il porto di Trani è tornato a indossare l'abito delle grandi occasioni da jet-set. A catturare gli sguardi di residenti e turisti a passeggio in Darsena è stato l'arrivo di Horizon, un maestoso superyacht di lusso lungo ben 41,8 metri. Un vero e proprio gigante del mare, modello Navetta 42
firmato dal prestigioso cantiere italiano Custom Line (Gruppo Ferretti), che con il suo scafo imponente e le sue linee sinuose ha regalato una cartolina da sogno alla darsena tranese, proprio a due passi dalla maestosa Cattedrale sul mare.
Varato nel 2020 e battente bandiera maltese, l'Horizon è un gioiello della nautica da diporto: cinque suite da favola, interni curati da designer di fama internazionale e un valore commerciale da capogiro. Un concentrato di opulenza che dimostra, ancora una volta, quanto la Darsena di Trani sia una meta ambitissima e di primo livello per il turismo nautico internazionale.
Se lo spettacolo visivo è innegabile, l'ormeggio di questi colossi riaccende inevitabilmente un vecchio e mai sopito dibattito cittadino. Non è un segreto, infatti, che la darsena comunale di Trani abbia una gestione dei servizi che definire "generosa" è un eufemismo. Mentre nei principali porti turistici d’Italia – e del mondo – i mega yacht pagano profumatamente ogni singolo chilowattora e ogni litro d'acqua consumato attraverso moderni sistemi di tariffazione a consumo, a Trani la situazione è ben diversa.
Probabilmente, per le ore di permanenza dello yacht, le casse comunali hanno rinunciato a un incasso stimato tra i 1.000 e i 1.750 euro complessivi, interamente regalati agli armatori. Con circa 17 persone a bordo
(tra i 10 ospiti e i 7 membri dell'equipaggio), i consumi di un gigante simile sono paragonabili a quelli di un piccolo albergo. I condizionatori industriali sempre accesi, le cucine e i sistemi di bordo hanno richiesto circa 3.000 kWh di energia elettrica continuata, che a tariffe marine equivalgono a un mancato introito fino a 1.680 euro. A questo si aggiunge lo sfarzoso consumo di acqua dolce – stimato in oltre 11.500 litri per le necessità quotidiane e il lavaggio dello scafo dal sale – che aggiunge un'ulteriore beffa al bilancio.
L'Horizon
non è arrivato da solo a Trani. A rendere ancora più coreografico l'ingresso in Darsena è stata la presenza di una seconda imbarcazione più piccola, probabilmente un Cranchi A46 Luxury Tender
(da quasi un milione di euro), che ha navigato a ridosso del gigante del mare fungendo da vero e proprio "apripista" e barca appoggio. Un dispiegamento di mezzi coordinato nei minimi dettagli, necessario sia per monitorare le manovre di ormeggio nei punti meno profondi del porto, sia per garantire l'assistenza logistica e la massima riservatezza agli ospiti del superyacht prima del loro sbarco sulla banchina tranese. Un lusso al quadrato che ha reso lo scenario portuale ancora più esclusivo, ma che – inevitabilmente – moltiplica anche il carico dei dubbi sui servizi di banchina erogati alle imbarcazioni ospiti.
Vedere imbarcazioni multimilionarie collegate alle colonnine pubbliche senza che vi sia un calcolo preciso e stringente dei consumi reali lascia sempre un retrogusto un po' amaro. Una darsena moderna dovrebbe valorizzare le proprie risorse: ospitare il lusso è un vanto, ma permettere che i costi di gestione di servizi così impattanti ricadano interamente sulla collettività rischia di apparire come un regalo ingiustificato a chi, paradossalmente, non avrebbe alcun problema a pagare il conto.
Un paradosso che non è sfuggito ai tranesi a passeggio nei dintorni. "È una barca straordinaria, un orgoglio vederla qui"
– commenta un residente – ", ma sapere che l'aria condizionata per venti persone e i lavaggi continui dello scafo li stiamo pagando noi con le nostre tasse fa rabbia. Chi ha i miliardi per permettersi questo lusso ha anche i soldi per pagare la bolletta"
.
Poco più in là, un commerciante della zona del porto rincara la dose: "Il turismo di questo livello fa bene all'immagine della città, ma non possiamo fare beneficenza ai ricchi. Negli altri porti i servizi si pagano al centesimo con le tessere elettroniche. Perché a Trani dobbiamo sempre essere l'eccezione che ci rimette?"
.
Trani ha tutte le carte in regola per essere la Saint-Tropez dell'Adriatico. L'arrivo di Horizon
lo conferma. Il salto di qualità definitivo, però, passerà anche da una gestione portuale più manageriale, capace di far pagare il giusto a chi possiede regine del mare, tutelando le casse pubbliche e i cittadini. La Darsena, infatti, è stata ufficialmente affidata ai privati.
L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Bottaro ha completato una gara d'appalto per l'aggiudicazione della
concessione demaniale marittima per la durata di 20 anni
. L'affidamento ha generato un forte scontro politico, culminato con le proteste delle opposizioni di centrodestra per i rischi di illegittimità del bando. Dopo le tappe burocratiche e le rettifiche alle determine comunali, il nuovo operatore privato prenderà il controllo dei servizi portuali.