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SVILUPPO DELLA CITTA' NEI
SECOLI
In base ai colori della cartina
qui accanto, è possibile rilevare i vari stati dello sviluppo
urbanistico di Trani:
NUCLEO
URBANISTICO SVILUPPATOSI TRA IX E XII SECOLO
NUCLEO
URBANISTICO SVILUPPATOSI TRA IL XII E XVIII SECOLO
NUCLEO
URBANISTICO SVILUPPATOSI DOPO IL XVIII SECOLO
NUCLEO URBANISTICO SVILUPPATOSI
TRA IL XII E XVIII SECOLO
All' inizio del XI sec., il centro dell'abitato
si riorganizza attorno alla via Carraria che corrisponde ad una
prima delineazione dell' odierna via Mario Pagano , individuata
nell' asse di Portanova e alla via civitatis corrispondente all'
odierna via Ognissanti.
La costruzione del Castello e la seconda murazione risalgono,
invece, al XIII sec. e sono il risultato della nuova impostazione
urbanistica voluta da Federico II che risponde all' esigenza di
difesa dei numerosi edifici e chiese oramai posti al di fuori
dal castrum longobardo: in particolare la SS.Trinità, oggi
S. Francesco. Fino al XV sec. le rotte commerciali, soprattutto
quelle veneziane, fanno del porto di Trani il centro mercantile
più importante del basso adriatico.
Allo sviluppo economico della città fa riscontro, fra la
metà del XV sec. e la metà del XVI sec., una consistente
attività edilizia che vede come protagoniste le nuove famiglie
borghesi dei mercanti.
Si costituiscono due poli commerciali principali l'attuale p.zza
Marconi, l'antica Platea rerum venalium, che fino al XIX sec.
ha concentrato tutte le attività mercantili e la p.zza
dei Longobardi, che sorgeva nel luogo della antica Corte Canina.
L'instaurazione della monarchia spagnola determina la decadenza
mercantile di Trani: alla città rimane solo il prestigio
del foro, rafforzato dall' insediamento della Sacra Regia Udienza
alla fine del del XVI sec, originariamente con sede nel Castello
Svevo e in seguito nel Palazzo Valenzano.
NUCLEO URBANISTICO SVILUPPATOSI DOPO IL XVIII
SECOLO
Nel XVIII sec. Trani non è più un
importante centro marinaro e commerciale, ma resta la più
importante città della Terra di Bari sul piano amministrativo
e culturale. Tale mutata condizione si riflette anche sullo sviluppo
urbanistico che torna ad interessare il centro antico ed in particolare
l'attuale via Beltrami, fulcro di tutte le attività burocratiche
e avvocatesche. I poli di attrazione che portano le ricche famiglie
nobili ad edificare nuovamente nel centro antico sono in quei
tempi costituiti dalla Sacra Regia Udienza, allocata nel Castello
Svevo fino al 1677, dalla Cattedrale e dall'Arcivescovado. Quasi
contemporaneamente, sempre nel sec. XVIII, i ricchi commercianti
vanno attuando importanti opere edilizie in una nuova zona, quella
che si sviluppa sulla via S. Giorgio, dove in precedenza erano
presenti numerose attività manifatturiere, già dal
XII sec.: molini, macello, concerie. Con la formazione del nuovo
borgo, si completa verso sud lo sviluppo edilizio sul bacino del
porto, dove esclusi alcuni importanti insediamenti ecclesiastici
come la chiesa di S. Antonio, il convento e la chiesa dei Domenicani
si erano stanziate tutte le attività produttive meno salubri.
Qui sorgono i nuovi grandi palazzi signorili: p.zzo Palumbo, p.zzo
Antonacci, p.zzo Di Gennaro. Si tratta di edifici imponenti nella
loro mole, la quale vuole sottolineare l'affermazione di una nuovo
potere legato ai proventi delle attività di trasformazione
dei prodotti agricoli. Nel sec. XIX il nuovo borgo si espande
notevolmente fino a cingere completamente i lati orientale e meridionale
del centro storico: spina dorsale di questo nuovo nucleo urbanistico
è l'attuale via Cavour che collega l'attuale p.zza della
Repubblica ai giardini della Villa Comunale.
A cura della dott.ssa Marisa
Curci
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