TRANI, VACCINAZIONE CON NEGLIGENZA E SENZA CAUTELE: FAMIGLIA RISARCITA CON 2 MILIONI DI EURO


Non fu fornita nessuna informativa sui potenziali rischi legati alla vaccinazione

E’ di due milioni di euro il risarcimento che il Tribunale di Trani ha condannato la Asl di Bari a pagare in favore di una famiglia tranese per il danno provocato da una vaccinazione obbligatoria antivaiolosa, praticata nel 1972 al loro figlio di pochi mesi, poi scomparso a 34 anni nel 2005.
Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Trani, diventata definitiva in mancanza di appello da parte della Asl di Bari. La vaccinazione obbligatoria antivaiolo provocò – si legge nella sentenza – “una gravissima forma di meningoencefalite post-vaccino, esiti epilettici, grave deficit psichico ed irrequietezza psicomotoria”, costringendolo a “trascorre la sua vita in stato vegetativo”.
I legali della famiglia, gli avvocati Ferdinando Fanelli e Domenico Porcelluzzi, affermano che "la particolarità della sentenza sta nell'aver riconosciuto, in aggiunta all'indennizzo pensionistico già riservato in casi di danno accertato da vaccinazione e di cui il ragazzo aveva goduto in vita, anche un risarcimento del danno per fatto colposo posto in essere dagli operatori sanitari che effettuarono la vaccinazione caratterizzato da negligenza e imprudenza. Questi, infatti, né informarono i genitori sui potenziali rischi della vaccinazioni né procedettero preliminarmente a una visita medica per accertare le condizioni di salute del bambino e, quindi, verificare eventuali controindicazioni alla vaccinazione".
Nella sentenza si legge in particolare che "la preparazione e somministrazione del vaccino venne effettuata in maniera affrettata e illegittima da personale non abilitato, senza raccolta d'anamnesi e senza neppure un controllo preventivo finalizzato a verificare se potessero esserci eventuali controindicazioni per il soggetto vaccinando, il quale non fu neppure sottoposto ad una preliminare visita obiettiva".