Frederick, Inga e la candela della diabetologia tranese: spostano un ambulatorio da Trani a Bisceglie, poi ci ripensano


Per l'ass. Articolo97 l'ennesimo episodio di deriva della sanità pubblica delle nostre zone


“Rimetta a posto la candela”, urlavano vicendevolmente l’un l’altro Frederick von Frankenstein ed Inga, per non concludere nulla rispetto alla libreria rotante che celava il passaggio segreto.

Con la storia dell’ambulatorio di diabetologia ed ipertensione del III piano dell’ex ospedale di Trani, pare di assistere alla riedizione del mitico film del ’74, ma con protagonisti scadenti, per non concludere ugualmente nulla.

Accade che improvvisamente, senza alcuna comunicazione scritta (quindi senza poter individuare il responsabile del procedimento), come ci pare di capire, qualche giorno fa, sia giunto un ordine perentorio di trasferimento del suddetto ambulatorio presso l’ospedale di Bisceglie, ed accade che improvvisamente Frederick si sia “subito interfacciato” con Inga per avere “rassicurazioni sulla momentanea sospensione di tutti i provvedimenti che avrebbero potuto comportare lo spostamento di alcuni reparti”.

Rimessa a posto la candela, pertanto, così come improvvisamente trasferito, l’ambulatorio con tutti i suoi scatoloni, ritorna lestamente a Trani (ex ospedale e senza più reparti) dopo neanche 24 ore circa.

Tutta questa storia, purtroppo, non fa che confermare la deriva totale della sanità pubblica delle nostre zone. Cosa significa spostare l’ambulatorio, e poi tornare immediatamente indietro sulla decisione presa? Avete sbagliato la prima volta o la seconda, oppure entrambe le volte?

Vi si legge una totale, gravissima, mancanza di governo dei processi produttivi, in cui, in un’azienda pubblica, qualcuno prende una decisione (tecnica forse?) che viene immediatamente rimangiata, in seguito alla semplice telefonata del Frederick politico di turno che, ottenuta la “momentanea sospensione”, può finalmente placare la platea dei suoi agognati elettori, per l’imminente competizione elettorale primaverile.

Nei fatti è avvenuto che un ambulatorio ospedaliero, duplicato in piccolo del già esistente Centro diabetologico di riferimento regionale del PTA di Trani, sia correttamente stato spostato nell’ospedale di riferimento (Bisceglie) e che Frederick lo abbia inspiegabilmente, ma solo momentaneamente, fatto ritornare indietro in seguito al suo interfacciarsi con Inga.
Sorgono pertanto spontanee molte domande:
Chi è responsabile amministrativo dei processi di cura nella nostra comunità?
Chi è il responsabile del P.T.A. di Trani?
Qual è il modello culturale e concettuale di riferimento?
Qual è la visione aziendale?
Qual è la visione dei vari Frederick politici locali, così letargici sulla ben più importante risposta in urgenza alle patologie pericolose per la vita, e così attivi, invece, nel mantenere pleonastici duplicati ospedalieri di servizi già esistenti nel presidio territoriale di assistenza?
Quale peso esercitano queste ingerenze –non tecniche- nel grave ritardo per la nascita del Presidio Territoriale di Assistenza di Trani?

È rispondendo a queste domande che si arriverà alla normalizzazione della devianza, alla guarigione dei sistemi malati, al perseguimento del bene comune della nostra comunità, all’ottenimento della obbligatoria trasparenza dei processi decisionali. Abbiamo bisogno di sorridere per l’arte e la grandezza di personaggi come Mel Brooks o Gene Wilder, non per la ridicolaggine involontaria dei protagonisti.

Movimento Civico Articolo 97 - Liberi e Trasparenti - Trani

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