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Lettera aperta del Presidente della Provincia - Approfondimento giornalistico "L'Espresso" |
29/07/11 |
Riceviamo e pubblichiamo
la lettera aperta agli organi di informazione a firma del
Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco
Ventola, sullapprofondimento giornalistico LEspresso
dello scorso 7 luglio.
Con Delibera n. 62 del
14 luglio scorso, la Giunta provinciale di Barletta - Andria
- Trani ha espresso la volontà di intraprendere tutte
le azioni legali, sia in sede civile che penale, nei confronti
della rivista settimanale "L'Espresso", necessarie
per tutelare la verità dei fatti e l'onorabilità,
la reputazione e l'immagine dell'intera Amministrazione provinciale.
Come ampiamente noto, il settimanale "L'Espresso"
ha pubblicato, lo scorso 7 luglio, un approfondimento giornalistico
a firma del giornalista Tommaso Cerno, dal titolo "I
Bat sprechi della Bat Provincia".
L'articolo non si è mantenuto nei
giusti limiti della più serena obbiettività.
La notizia consegnata al lettore, infatti, è accostata
ad espedienti linguistici, ad un uso strumentale delle dichiarazioni
raccolte in maniera frammentaria e sbrigativa, all'intento
speculativo dei fatti riportati, tali da produrre un ulteriore
significato che la trascende e da risultare, quindi, gravemente
lesiva dell'immagine giuridico-istituzionale dell'Ente, nonché
dell'operato dell'intera struttura amministrativa della Provincia
di Barletta - Andria - Trani.
Il giornalista che ha firmato l'articolo
si è presentato in Provincia palesando l'intenzione
di scrivere un approfondimento di ben altro tenore informativo
sulla Provincia, che evidenziasse le notorie e, per certi
versi innaturali, difficoltà connesse all'avvio di
una complessa tecnostruttura di primo impianto, quale la Provincia
di Barletta - Andria - Trani. Con questo spirito, ha dunque
ottenuto e raccolto le varie interviste, poi utilizzate strumentalmente
in maniera impropria.
Sempre nel merito di quanto riportato,
la verità oggettiva, o anche solo putativa, non è
stata rispettata in quanto, pur essendo -alcuni fatti- riferiti,
veri, sono stati dolosamente o anche soltanto colposamente,
taciuti altri fatti, tanto strettamente ricollegabili ai primi
da mutarne completamente il significato.
Le stesse affermazioni rilasciate dal
sottoscritto, dall'Assessore alle Finanze, dai Consiglieri
provinciali e dal Segretario Generale, seppur virgolettate,
sono state utilizzate per fornire una rappresentazione distorta
dei fatti nell'opinione del lettore.
Altri fatti, invece, quali l'assenza di
iniziative rivolte ai cittadini o di piani per strade e scuole,
sono assolutamente smentiti dai fatti.
Per non parlare poi delle evidenti contraddizioni
sulla questione "fondi" trasferiti dalla Provincia
di Bari, dapprima impiegati, secondo quanto riportato nell'articolo,
per pagare "gettoni, stipendi e benzina" e poi non
ancora a nostra disposizione.
Nel dettaglio di quanto scritto, occorre
precisare che:
" le opere di intervento realizzate sull'Istituto Tecnico
Agrario di Andria, che ospita la sede della Provincia, sono
state finalizzate alla sola messa in sicurezza ed alla conseguente
agibilità, in senso a-tecnico, dei locali, da adibire
ad uffici, dell'ala est - ex convitto- inutilizzata ed in
stato di abbandono;
" quelli che nell'articolo vengono incautamente definiti
"Bat Sprechi", sono e devono a mio avviso essere
considerati Bat-Risultati. La Provincia di Barletta - Andria
- Trani, infatti, ha iniziato ad operare autonomamente con
un pugno di Dirigenti, con proprio personale (poche decine
di unità iniziali) e con propri - esigui - mezzi solo
dal gennaio del 2010. Ed è comunque riuscita, lavorando
in house, ad assicurare la piena operatività dell'Ente
anche attraverso l'adozione di atti fondamentali come lo Statuto,
il Contratto Decentrato Integrativo, l'adozione di numerosi
Regolamenti di Consiglio e di Giunta. Il contenimento della
spesa è stato un obiettivo perseguito da subito mediante
l'adozione di procedure e mezzi - come l'utilizzo della carta
intestata su fogli normali, una sola auto blu di rappresentanza
e di due auto di servizio -, che hanno consentito di ottimizzare
gli stessi.
" nel primo anno di attività sono state compiute
numerose e tempestive iniziative a servizio del cittadino.
Ne cito solo alcune: i programmi rivolti al mercato del lavoro,
quali la Costituzione dell'OML, il Protocollo d'Intesa con
l'Università di Foggia ed il Tribunale di Trani per
tirocini formativi curriculari e post-laurea, l'Obbligo Formativo,
la promozione del programma "Lavoro e Sviluppo 4",
l'adozione del piano di implementazione del Masterplan e la
Carta dei Servizi; ancora, la fornitura di oltre 1.400 postazioni
scolastiche e numerosi progetti per i servizi attivi al cittadino
quali l'apertura degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico,
i progetti "Life" e "Making it easy",
gli strumenti strategici per l'Occupazione nell'Industria
del Turismo, i SAC, i Bandi pesca ed i progetti creativi.
Contributi economici sono stati erogati in favore di settori
trainanti quali il Turismo, lo Sport e la Cultura, oltre ad
un'attenzione particolare nei confronti delle Politiche Sociali,
come dimostrano il progetto Mafalda, e l'istituzione dell'Osservatorio
Sociale Provinciale e lo Sportello Provinciale Impresa Donna.
" a proposito della Sala Consiliare, composta, secondo
il giornalista da "banchetti in legno con voto elettronico
da far invidia a Montecitorio, sala riunioni e bandiere d'ordinanza",
la stessa è stata allestita dalla Provincia madre di
Bari, che si è
altresì occupata della gara per gli arredi degli uffici
del Presidente e del Segretario Generale.
" quanto ai beni immobili rientranti nel patrimonio del
nuovo Ente, questi sono entrati nella disponibilità
della Provincia di Barletta - Andria - Trani solo nel mese
di dicembre 2010. Prima di tale data, erano sotto la responsabilità
amministrativo-gestionale delle Province madri di Bari e Foggia,
alla pari dell'attuale stato di abbandono dell'Istituto psico-pedagogico
di Trani e della manutenzione delle scuole e delle strade
di competenza provinciale.
" la cosiddetta "Bat-Caverna", ovverosia l'ufficio
del Segretario Generale dott. Maria De Filippo, è in
realtà un ufficio polifunzionale, che, proprio nell'ottica
di una ottimizzazione dei costi, funge contestualmente da
ufficio del Segretario Generale e da Sala Giunta. Non esistono,
poi, lampade di design; le poltrone sono in finta-pelle, la
libreria passante in truciolato, le tende in poliestere. Gli
uffici amministrativi, invece, sono organizzati in funzione
degli spazi esistenti (l'istituto è infatti un ex Monastero),
mentre i dipendenti dispongono di attrezzature - arredi idonei.
" Il "trofeo" che lo stesso Segretario Generale
tiene nel proprio ufficio altro non è se non una "dedica"
che i dipendenti, quasi tutti trasferiti coattivamente dalle
Province di Bari e Foggia, hanno voluto regalarle, dopo i
primi mesi di lavoro, in occasione del suo onomastico. Una
dedica che riporto di seguito: "Sfruttiamo questa occasione
per dimostrarle il nostro sincero apprezzamento per il lavoro
che quotidianamente svolge.. sempre sul fronte e mai in trincea..
sempre armata in prima linea e mai
semplicemente a guardarsi
i suoi uomini. E' apprezzamento per l'importanza e la crucialità
del suo ruolo, un ruolo..vissuto più che semplicemente
esercitato
sempre all'insegna della tenacia, caparbietà
determinazione
E'
l'apprezzamento per chi ha avuto la fortuna di conoscerla
più da vicino
semplicemente per la sua persona.
Santa Maria 2010. I Dipendenti Bat".
Personalmente, ho sempre nutrito enorme
rispetto nei confronti del fondamentale ruolo ricoperto dalla
stampa ma, sebbene non sia nel mio costume, quanto riportato
da "L'Espresso" non ha fatto che esporre al pubblico
ludibrio la Provincia e chi la rappresenta, fornendo ai lettori
una realtà decisamente distorta ed "offendendo",
di fatto, la dignità dei circa 400 mila abitanti di
questo territorio.
Ci ritroviamo, evidentemente, di fronte
ad un testo giornalistico del tutto denigratorio rispetto
all'immagine dell'Ente che, proprio per questo, abbiamo deciso
di tutelare nelle sedi opportune e per il cui esito ci rimettiamo
fiduciosi agli organi competenti.
Francesco VENTOLA
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Scoppia il caso "Provincia
BAT" sul settimanale l'Espresso definita "La provincia
degli sprechi" |
28/07/11 |
Pubblichiamo l'articolo
apparso sul settimanale LEspresso lo scorso
7 luglio: un approfondimento giornalistico a firma del giornalista
Tommaso Cerno, dal titolo I Bat sprechi della Bat Provincia.
Le mille poltrone di
Barletta
di Tommaso Cerno
Viaggio nel nuovo ente Barletta-Andria-Trani.
Che conta dieci comuni, 392 mila abitanti e ben tre capoluoghi.
Che spende e spande per gettoni, auto blu e uffici scenografici,
ma non ha un soldo per scuole e strade. Mentre le poltrone
si moltiplicano
Nella Bat-Provincia mancano solo i pipistrelli.
Li hanno cacciati i muratori un paio d'anni fa, quando cominciò
il megarestauro dell'ex monastero dei benedettini ad Andria.
L'hanno rimesso a nuovo in pochi mesi per farci la sede della
sesta Provincia della Puglia. Si chiama Bat, appunto, ed è
l'acronimo di Barletta-Andria-Trani, ultima diavoleria burocratica
dell'Italia sprecona.
C'erano state le elezioni, il Pdl aveva vinto,
poi il giorno dopo s'erano accorti che mancava la cosa più
importante: il Bat-palazzo. Ma come? La Puglia ha un nuovo
ente, un presidente, trenta consiglieri e otto assessori in
più da sfamare, e a nessuno viene in mente che urgono
uffici e poltrone. Ed è così, stipando gli studenti
di una scuola superiore nella sola ala ovest del convento,
che dieci comuni ribelli della Puglia hanno fatto la loro
secessione. A suon di milioni.
Da queste parti giurano che la Bat era necessaria.
Quelle dieci cittadine della Murgia (fanno 392 mila abitanti
in tutto, un quartiere di Roma ladrona) invocavano da secoli
l'autonomia: tradizioni e dialetto erano così diversi
da Bari e Foggia da rendere asfissiante sedere nello stesso
consiglio provinciale. Quello che non avevano calcolato, però,
era che per mettere d'accordo dieci comuni, ci sarebbero voluti
tre capoluoghi, uno ogni sei chilometri, visto che nessuno
cedeva lo scettro.
E così "B" sta per Barletta,
dove sorge la nuova Prefettura e presto arriverà la
Guardia di Finanza. "A" indica Andria, dove si riuniscono
consiglio e giunta, c'è il presidente, le auto blu
e la polizia locale. Infine la "T" di Trani, città
storica e quindi luogo ideale per gli assessorati forti: cultura,
turismo, servizi sociali e politiche giovanili. Se la sono
spartita all'italiana, insomma, ma guai a parlare di sprechi.
Perché già così, ripetono ad Andria,
è stata una mediazione estenuante. Potevano volercene
quattro di capitali: "In fondo che c'entrano gli "strascinati"
alle cime di rapa di Barletta con il moscato di Trani o le
ciliege di Bisceglie?", se la ridono i neo-consiglieri.
E se la Corte dei conti da anni denuncia la proliferazione
di enti inutili, a Barletta lo chiamano più semplicemente
"policentrismo funzionale". A fare due conti non
moltiplica solo le funzioni, ma anche i costi: a bilancio
ci sono 41 milioni di euro per la sola spesa corrente, cioè
mandare avanti la baracca. Facile sforare se si pensa che
solo per portare un dossier da un ufficio all'altro devono
spostare una Bat-mobile.
L ex sede dell istituto psicopedagogico di
Trani L'ex sede dell'istituto psicopedagogico di Trani Non
bastasse, la nuova Provincia ha fatto un regalino pure ai
municipi. Perché nei tre nuovi capoluoghi è
scattato l'aumento dei consiglieri comunali: "Lo impone
la legge, è una questione di status", ribattono.
Eppure non ci credono nemmeno loro. Se a denunciare come tutta
questa storia della Bat-Provincia sia una sprecopoli è
addirittura il senatore Francesco Amoruso, discepolo di Pinuccio
Tatarella e padre-padrone del Pdl nel Tavoliere: "La
Bat è un mostro a tre teste, quindi mangia il triplo.
Non andava fatta, le Province vanno eliminate e non aumentate.
Si passa il tempo a discutere di nulla: mozioni, ordini del
giorno, mai niente di concreto", s'infuria con i suoi.
Una descrizione così azzeccata da sedurre anche un
tipo algido come Massimo D'Alema che, nel 2009, durante le
elezioni che consacrarono Bat-presidente il berlusconiano
Francesco Ventola, con la "t", il lider Maximo la
ripeteva come un disco a tutti i comizi.
Se lo sarà detto pure il presidente Ventola, che è
anche sindaco di Canosa. Ha tre figli e adesso pure tre capoluoghi
da far crescere. Prima di farsi la sede, per lui era una tragedia.
Il giorno della vittoria in Provincia, s'è
presentato nel suo ufficio in municipio e si è autodenunciato:
"Ho convocato il segretario e gli ho comunicato che avrei
utilizzato spazi e mezzi del Comune di Canosa per occuparmi
della Bat. Con tanto di denuncia, perché altrimenti
mi avrebbero condannato per peculato", racconta a "l'Espresso".
Adesso è tutta un'altra musica: il palazzo s'è
riempito di scrivanie, armadi e poltrone. La carta intestata
strabocca dai tavoli. Se prendi il corridoio a destra finisci
nelle aule della scuola, in pieno esame di maturità,
ma se vai a sinistra ecco l'aula del Consiglio provinciale
nuova di zecca: banchetti in legno, voto elettronico da far
invidia a Montecitorio, sala riunioni e bandiere d'ordinanza:
"E' costata, ma abbiamo fatto un miracolo se si pensa
che solo due anni fa qui non c'era niente", raccontano
i consiglieri. D'altra parte quella era la prima urgenza:
"Dovevamo pur insediarci e pagare i gettoni... altrimenti
che Provincia è?".
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"Accessi negati e spiagge
sporche, torna l'estate dei problemi" |
22/06/11 |
Come ogni anno siamo a
sollecitare, dopo aver aspettato in fervente attesa la pulizia
delle spiagge cittadine, una attenta attività di verifica,
come faremo con il responsabile della locale sede della capitaneria
di porto cittadina, della accessibilità libera secondo
i canoni di legge di tutta la fascia costiera cittadina.
Infatti, appare il caso di ricordare che l'accesso al mare
è libero per tutti ed ogni violazione deve essere segnalata
e perseguita nei termini di legge.
Per tale motivo, è il caso che il comando di polizia
municipale istituisca un apposito servizio dedicato a tale
finalità con la formazione di un nucleo di vigili urbani.
Particolare attenzione chiediamo sia data alla fruibilità
della costa a Sud verso Bisceglie dove quello degli accessi
al mare è un problema atavico, insieme a quello
della sicurezza dei bagnanti che attraversano la strada statale
e quella a Nord presso la cosiddetta spiaggia San Marco Sud,
che necessità di un intervento di pulizia straordinaria.
Un'idonea azione di bonifica, per una serena stagione estiva,
viene richiesta anche dagli utenti del tratto di mare a ridosso
dell'ex mattatoio.
Purtroppo negli anni scorsi, qualcuno ha dimenticato che tali
zone fanno parte della nostra costa e che quindi devono essere
sottoposte alla pulizia giornaliera con i relativi servizi
igienici.
I cittadini, tutti, restano in attesa fiduciosi.
Michele di Gregorio Francesco Laurora
consiglieri comunali Verdi Trani
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La
Comunità Oasi2 invita ad andare a votare per il referendum
di domenica e lunedì. |
09/06/11 |
Il referendum di domenica
e lunedì prossimo è un momento di importante
partecipazione alla vita democratica del paese in cui viviamo:
andare a votare, esprimendo il nostro giudizio, è un
diritto inalienabile. Per questo la Comunità Oasi2
San Francesco che da 25 anni si batte per la diffusione e
il rispetto dei diritti, invita i cittadini a non mancare
all'importante appuntamento con i 4 quesiti referendari anche
per il valore simbolico che essi esprimono.
Andare a votare, andare a votare SI' per tutti
e quattro, significa esprimere forte la volontà che
il diritto di tutti è più importante del privilegio
di pochi. Questo infatti hanno in comune i 4 quesiti: difendere
l'uguaglianza (dei servizi, dell'energia, della giustizia)
dagli attacchi dell'interesse privato.
L'acqua è un diritto e non può
diventare fonte di profitto, l'energia alternativa è
diffusa, tutti possono produrre con un pannello solare sul
tetto, ma nessuno può avere un reattore nucleare in
giardino, e la giustizia non può astenersi dal giudicare
alcuni, per quanto in alto siano.
Andare a votare è un diritto, difendere
i nostri diritti è un dovere.
Massimiliano Martucci
Ufficio Comunicazione
Comunità Oasi2 San Francesco Onlus
via Pedaggio Santa Chiara 57/bis - 70059 Trani (BT)
tel: 0883 764039
fax: 0883 502146
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"Andiamo a votare per
il referendum: è un gesto di civiltà" |
09/06/11 |
L'importanza dei temi
trattati dai quesiti del prossimo referendum impongono a tutti
i cittadini il dovere morale di recarsi alle urne per esprimere
il proprio parere, qualunque esso sia. Il diritto di voto
è uno strumento potente nelle mani dei cittadini che,
se utilizzato, incide direttamente sulla qualità della
vita di ognuno, anche se tanti continuano a ritenere le tematiche
oggetto del referendum distanti dalle vere esigenze quotidiane.
In realtà così non è, se non ci si ferma
ad una lettura superficiale dei quesiti.
Per quanto ci riguarda
noi voteremo 4 SI perché è importante
che i nostri territori non vivano l'incubo di un incidente
nucleare o con il timore di dover convivere per migliaia
di anni con le scorie radioattive, mentre tutto il resto del
mondo industrializzato chiude i propri impianti perché
consapevole dei danni certi e dei vantaggi incerti e decide
che l'energia si produce sfruttando il sole. Per noi è
importante sapere che i cittadini non dovranno messere
costretti a comprare l'acqua, sottostando alla richiesta
di massimo profitto dei gestori delle reti idriche o dei concessionari
dei bacini idrici. Per noi è altrettanto importante
sapere che le leggi sono uguali per tutti i cittadini politici
e non politici che temporaneamente si trovano a ricoprire
incarichi istituzionali.
Prendiamo atto con molto piacere della nota con la quale in
nostro arcivescovo ha sensibilizzato i cittadini alla partecipazione
civica, ritenendo che i temi in discussione investano anche
il proprio sentire religioso.
Michele di Gregorio Francesco Laurora
consiglieri comunali Verdi
Trani
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DOCUMENTO DELL'ARCIDIOCESI
SUI QUATTRO REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 |
08/06/11 |
Si porge il testo integrale
del documento dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie
sui quattro referendum del 12 e 13 giugno 2011. Esso è
stato redatto da quattro commissioni diocesane (Educazione
Cattolica, Scuola e Università - Cultura e Comunicazioni
Sociali - Laicato - Problemi sociali e Lavoro, Giustizia e
Pace, Salvaguardia del Creato) e la sua pubblicazione è
stata approvata dall'Arcivescovo.
Il documento, ispirandosi ai principi fondamentali della Dottrina
sociale della Chiesa, non nasconde il proprio orientamento
circa i quattro quesiti; riconosce altresì al singolo
il diritto di scegliere liberamente secondo i criteri che
ritiene più opportuni.
ARCIDIOCESI DI TRANI-BARLETTA-BISCEGLIE-NAZARETH
Commissione Educazione Commissione Cultura e Commissione Laicato
Commissione Problemi sociali
Cattolica, Scuola Comunicazioni sociali e Lavoro, Giustizia
e Pace,
e Università Salvaguardia del Creato
I quattro referendum del 12 e 13 giugno
2011
In vista della consultazione del 12 e 13 giugno p.v. si è
pensato di redigere un apposito documento, in cui si valutano
i quattro quesiti referendari alla luce della Parola e del
magistero della Chiesa.
I due quesiti referendari sull'acqua
PRIMO QUESITO
Volete l'abrogazione dell'art. 23bis del decreto legge 25
giugno 2008 n.112 convertito con modifiche nella legge 6 agosto
2008 n.133 come modificata dall'art.30, XXVI° comma della
legge 23 luglio 2009 n.99 e dall'art.15 del decreto legge
25 settembre 2009 n.135 convertito con modifiche nella legge
20 novembre 2009 n.166, nel testo risultante a seguito della
sentenza n.325 del 2010 della Corte Costituzionale?
SECONDO QUESITO
Volete l'abrogazione dell'art. 154, I° comma del decreto
legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 limitatamente alla seguente
parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale
investito"?
Dio, creatore dell'universo, è padrone
delle acque, le dispensa, le trattiene e le rilascia a suo
piacere; [
] spande la pioggia sulla terra [
] (Gb
5,10) e veglia perché essa cada regolarmente; ha creato
le acque superiori e quelle dell'abisso, regola il flusso
del loro corso, le ritiene affinché non sommergano
il paese, fa sgorgare le sorgenti e discendere la pioggia,
grazie alla quale la prosperità si diffonde sulla terra,
apportando la gioia al cuore dell'uomo (Salmo 104).
L'acqua, essendo un bene vitale per tutti gli uomini (Compendio
DSC, 484-485; Caritas in Veritate 27), è oggetto di
un diritto universale e inalienabile, sicché non deve
essere lasciata in balia del mercato soggiogato al profitto
e governato dal libero incontro tra domanda e offerta; il
riconoscimento del diritto universale all'uso dell'acqua poggia
sulla dignità di ogni persona e non su logiche economiche
(Compendio DSC, 485).
L'acqua è un bene comune e va gestito -senza sprechi
e inefficienze- dalla comunità con la partecipazione
di tutti, perché è la base della vita. Puoi
immaginare che l'aria venga acquistata da una società
privata? Si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Votando SI ai due quesiti, impedisci che aziende private possano
gestire l'acqua e possano lucrare profitti, aumentando il
costo della bolletta.
Votando NO ai due quesiti, vuoi che aziende private possano
gestire l'acqua e conseguire profitti.
Il quesito referendario sul nucleare
Volete l'abrogazione del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112
convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008 n. 133
limitatamente all'art. 7, I° comma lettera d) ove si prevede
la 'realizzazione nel territorio nazionale di impianti di
produzione di energia nucleare '?
Dio ha affidato all'uomo il compito di coltivare
e custodire il creato, attribuendogli su di esso una signoria
non assoluta (Genesi 2,15); pertanto l'uomo è chiamato
a "coltivare il giardino del mondo" con sapienza
e amore e deve sentirsi responsabile dei doni ricevuti continuamente
da Dio, perché sono doni destinati anche alle generazioni
future (Christifideles laici 43).
Oggi la terra è minacciata da tre fattori: inquinamento,
surriscaldamento e sviluppo 'squilibrato'.
L'inquinamento deriva dalla produzione e circolazione di sostanze
tossiche e/o ingombranti e può essere di tre tipi:
'chimico' dovuto a diserbanti, pesticidi, anidride solforosa
e detersivi chimici; 'organico' riguardante le acque; 'radioattivo'
causato soprattutto da scorie nucleari.
[
] Le autorità chiamate a prendere decisioni
per fronteggiare rischi sanitari ed ambientali talvolta si
trovano di fronte a situazioni nelle quali i dati scientifici
disponibili sono contradditori oppure quantitativamente scarsi:
può essere opportuna allora una valutazione ispirata
dal <<principio di precauzione>> [
] Le politiche
cautelative, basate sul principio di precauzione, richiedono
che le decisioni siano basate su un confronto tra rischi e
benefici ipotizzabili
compresa la decisione di non
intervenire. [
] Un'attenzione particolare dovrà
essere riservata alle complesse problematiche riguardanti
le risorse energetiche. Quelle non rinnovabili, alle quali
attingono i paesi altamente industrializzati e quelli di recenti
industrializzazione, devono essere poste al servizio di tutta
l'umanità [...] si dovrà, altresì, continuare,
tramite il contributo della comunità scientifica, a
identificare altre nuove fonti energetiche, a sviluppare quelle
alternative e a elevare i livelli di sicurezza dell'energie
nucleare [
] (Compendio DSC, 469-470).
Il terzo quesito referendario riguarda la legge in cui si
prevede la costruzione di nuove centrali nucleari; si ricorda
che l'80% degli italiani nel referendum del 1987 si espresse
contro il nucleare.
I rischi del 'nucleare' sono ancora oggi maggiori dei benefici,
perché le centrali non sono sicure e le scorie da smaltire
restano radioattive per milioni di anni. La recente tragedia
giapponese pone l'umanità davanti ad un bivio: convivere
con i rischi delle centrali o fermare le politiche nucleari.
Da tempo si è imboccata la strada delle fonti rinnovabili
e dell'efficienza energetica e, anzi, con le attuali tecnologie
pulite e rinnovabili si può soddisfare l'intera domanda
di energia entro il 2050.
Si continua a parlare di nucleare sicuro - Ma chi abita a
5 Km da una centrale rischia 2,2 volte di più di ammalarsi
di leucemia e nessuno sa ancora come gestire le scorie radioattive
per milioni di anni.
Si sostiene che non possiamo farne a meno - Ma il nucleare
è un'energia in declino da anni, perché dava
il 17% dell'elettricità mondiale nel 1999 e solo il
13% nel 2008; anzi in Italia in tre anni i nuovi impianti
eolici, i pannelli solari e il risparmio energetico hanno
dato elettricità equivalente a tre centrali atomiche.
La Germania ha deciso di spegnere alcuni reattori nucleari
entro il 2011 e i reattori più moderni entro il 2022.
Si afferma che è conveniente - Ma l'energia nucleare
nel 2010 è costata il 75% in più di quella da
gas e il 27% in più dell'eolica. Negli ultimi 4 anni
mentre il costo di una centrale nucleare è lievitato,
invece quello di un pannello fotovoltaico è diminuito
del 55%. In Germania oggi, se l'energia nucleare dà
lavoro a circa 30.000 persone, le energie rinnovabili impiegano
ben 340.000 persone circa.
Si diceva che il disastro di Chernobyl non si sarebbe ripetuto
- Ma in Giappone a Fukushima non è stato possibile
controllare la stessa reazione. Le nuove centrali non sono
sicure, perché il reattore EPR, che si vuole portare
in Italia, è stato giudicato insicuro dalle agenzie
di Gran Bretagna, Finlandia e Francia.
Votando SI, scegli di impedire la realizzazione delle centrali
nucleari in Italia.
Votando NO, vuoi la costruzione di nuove centrali nucleari
in Italia.
Il quesito referendario sul legittimo impedimento
Volete che siano abrogati l'articolo 1, commi I°, II°,
III°, V° e VI°, nonché l'articolo 2 della
legge 7 aprile 2010 n. 51 recante disposizioni in materia
d'impedimento a comparire in udienza?
[
] Tutti gli uomini, creati ad immagine
dell'unico Dio e dotati di una medesima anima razionale, hanno
la stessa natura e la stessa origine
tutti, quindi,
godono di una eguale dignità [
] (CCC 1934). Dio
Padre è Creatore, Signore e Giudice di tutti gli uomini,
da lui chiamati a vivere quali figli suoi e fratelli fra di
loro; pertanto [
] Dio non fa preferenze di persone,
ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque
nazione appartenga [
] (At 10, 34-35). Anzi [
]
tutti saremo presentati al tribunale di Dio. Sta scritto infatti:
'Io vivo, dice il Signore: davanti a me si piegherà
ogni ginocchio, e ogni lingua riconoscerà Dio'. E allora
ciascuno di noi renderà conto a Dio per se stesso [
]
(Rm 14, 10c-12).
Dinanzi alla legge divina e a quella umana siamo tutti uguali.
Ora il quesito referendario riguarda la legge 7 aprile 2010
n. 51 in cui si è previsto che:
1- Chi riveste la carica di Presidente del Consiglio o di
Ministro è legittimamente impedito a comparire alle
udienze penali, qualora sia impegnato nel concomitante esercizio
di funzioni istituzionali o nello svolgimento di attività
preparatorie, consequenziali o coessenziali alle funzioni
di governo;
2- il giudice in presenza dell'esercizio di dette funzioni
e attività -su richiesta dal Presidente del Consiglio
o del Ministro imputati- deve rinviare il processo ad altra
data;
3- il giudice rinvia il processo per un massimo di sei mesi
nel caso in cui la Presidenza del Consiglio attesta che l'impedimento
per motivi istituzionali si prolunghi per un certo periodo
di tempo;
4- il decorso della prescrizione del reato, di cui sono imputati
il Presidente del Consiglio o il Ministro, è sospeso
durante l'intera durata del rinvio dell'udienza sopra menzionato;
5- le suddette disposizioni si applicano -sino al 8 ottobre
2010- ai processi in corso alla data di entrata in vigore
della legge e, cioè, alla data del 9 aprile 2010.
Tuttavia la Corte Costituzionale con la sentenza 13-25 gennaio
2011 n. 23, ritenendo che chi ricopre la carica di Presidente
del Consiglio e di Ministro debba essere soggetto alla stessa
legge vigente per tutti i cittadini e non possa godere di
particolari deroghe e privilegi, ha dichiarato costituzionalmente
illegittime:
a- la disposizione n. 2 (sopra riportata) nella parte in cui
non attribuisce al giudice il potere di accertare e valutare
in concreto se l'impedimento del Presidente del Consiglio
o del Ministro sia indifferibile, concomitante, assoluto e
attuale;
b- la disposizione n. 3 (sopra riportata) sulla base -fra
l'altro- dei seguenti due motivi:
" nel processo penale, in cui il Presidente del Consiglio
è imputato di fatti criminosi, era stata depositata
un'attestazione nella quale la Presidenza del Consiglio aveva
indicato in modo esemplificativo e succintamente gli impegni
istituzionali che gli impedivano di partecipare all'udienza;
" la legge impone al giudice -in caso di semplice deposito
dell'attestazione dell'impedimento rilasciata dalla stessa
Presidenza del Consiglio- di rinviare automaticamente il processo
penale ad altra udienza, senza poter verificare se l'impedimento
addotto fosse attuale, assoluto, concomitante e indifferibile.
In buona sostanza nella legge oggetto del referendum si prevede
che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio o di
Ministro -diversamente da qualunque altro cittadino- può
avvalersi delle funzioni istituzionali svolte, per non comparire
alle udienze e ottenere il rinvio del processo anche per reati
commessi come privato cittadino.
Ora, se da un lato si è consapevoli della necessità
che il rapporto tra le Istituzioni debba essere caratterizzato
da maggiore lealtà, da toni più pacati e dal
reciproco riconoscimento di essere legittimi contrappesi costituzionali;
dall'altro lato, però, è certo che il rinvio
dell'udienza -per legittimo impedimento- allunga i tempi per
l'accertamento della responsabilità penale e per il
risarcimento dei danni arrecati alle persone offese, consentendo
altresì all'imputato di restare in carica durante il
processo contrariamente a quanto avviene in altri Stati Europei,
ove chi ha un incarico di rilievo nazionale, qualora sia imputato
di reato, di solido si dimette.
Col referendum siamo chiamati a decidere se debba restare
in vigore oppure essere abrogata la legge n. 51/2010 (come
modificata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 23/2011).
Votando SI, scegli di abrogare la legge.
Votando NO, vuoi che la legge resti in vigore.
I N V I T I A M O
tutti i cittadini elettori a RECARSI ALLE URNE il 12 e 13
giugno p.v. nella consapevolezza che l'esercizio del voto
è un dovere civico e contribuisce a costruire una più
diffusa partecipazione alla vita civile e democratica dell'Italia.
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Postazioni Internet Alla
Biblioteca Comunale G. Bovio |
05/08/09 |
Si arricchisce la dotazione
della Biblioteca Comunale "G.Bovio", infatti da
stamani sono disponibili quattro postazioni di accesso ad
internet gratis.
Un nuovo servizio, a cui l'amministrazione lavorava già
dal mese di maggio 2008, completamente gratuito, rivolto a
tutti i fruitori della struttura di Piazzetta san Francesco.
I Pc da cui collegarsi ad internet sono ubicati all'interno
della segreteria remota dell'Università - sportello
on-line. Il movimento di destra giovanile di Trani desidera
sottolineare il grande impegno dell'amministrazione comunale
di centrodestra, la quale, da sempre, ha rivolto una particolare
attenzione alla situazione della Biblioteca Comunale, prima
inaugurandola, nel corso del suo primo mandato, poi, recentemente,
dedicandole una specifica delega assessorile. Dunque un plauso
convinto alla lodevole iniziativa del governo cittadino, un
segnale chiaro e deciso di assoluta attenzione al mondo giovanile
tranese, considerato che la maggior parte dei frequentatori
della Biblioteca sono giovani studenti.
Nove anni fa circa, AG Trani, con l'allora consigliere comunale
di opposizione Pinuccio Tarantini, cominciò una dura
protesta contro l'allora governo cittadino di centrosinistra
il quale dimostrò assoluto immobilismo ed incapacità
nella risoluzione della problematica, oggi possiamo dire con
fierezza che un altro obiettivo è stato raggiunto con
buona pace dei detrattori!
Ora avanti tutta, con lo spostamento dei libri negli scaffali
e la loro catalogazione (c'è già un atto d'indirizzo
della giunta per indire la gara d'appalto) e il potenziamento
della segreteria remota dell'università, strumento
necessario ed indispensabile per la prenotazione degli esami,
iscrizione alle facoltà e richiesta di qualsiasi certificato.
Prendiamo atto con grande entusiasmo che le esigenze dei giovani
tranesi sono obiettivo primario per l'amministrazione guidata
dal Sindaco Tarantini.
Azione Giovani TRANI
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