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. Lettera aperta del Presidente della Provincia - Approfondimento giornalistico "L'Espresso" 29/07/11

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta agli organi di informazione a firma del Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola, sull’approfondimento giornalistico “L’Espresso” dello scorso 7 luglio.

Con Delibera n. 62 del 14 luglio scorso, la Giunta provinciale di Barletta - Andria - Trani ha espresso la volontà di intraprendere tutte le azioni legali, sia in sede civile che penale, nei confronti della rivista settimanale "L'Espresso", necessarie per tutelare la verità dei fatti e l'onorabilità, la reputazione e l'immagine dell'intera Amministrazione provinciale.

Come ampiamente noto, il settimanale "L'Espresso" ha pubblicato, lo scorso 7 luglio, un approfondimento giornalistico a firma del giornalista Tommaso Cerno, dal titolo "I Bat sprechi della Bat Provincia".

L'articolo non si è mantenuto nei giusti limiti della più serena obbiettività. La notizia consegnata al lettore, infatti, è accostata ad espedienti linguistici, ad un uso strumentale delle dichiarazioni raccolte in maniera frammentaria e sbrigativa, all'intento speculativo dei fatti riportati, tali da produrre un ulteriore significato che la trascende e da risultare, quindi, gravemente lesiva dell'immagine giuridico-istituzionale dell'Ente, nonché dell'operato dell'intera struttura amministrativa della Provincia di Barletta - Andria - Trani.

Il giornalista che ha firmato l'articolo si è presentato in Provincia palesando l'intenzione di scrivere un approfondimento di ben altro tenore informativo sulla Provincia, che evidenziasse le notorie e, per certi versi innaturali, difficoltà connesse all'avvio di una complessa tecnostruttura di primo impianto, quale la Provincia di Barletta - Andria - Trani. Con questo spirito, ha dunque ottenuto e raccolto le varie interviste, poi utilizzate strumentalmente in maniera impropria.

Sempre nel merito di quanto riportato, la verità oggettiva, o anche solo putativa, non è stata rispettata in quanto, pur essendo -alcuni fatti- riferiti, veri, sono stati dolosamente o anche soltanto colposamente, taciuti altri fatti, tanto strettamente ricollegabili ai primi da mutarne completamente il significato.

Le stesse affermazioni rilasciate dal sottoscritto, dall'Assessore alle Finanze, dai Consiglieri provinciali e dal Segretario Generale, seppur virgolettate, sono state utilizzate per fornire una rappresentazione distorta dei fatti nell'opinione del lettore.

Altri fatti, invece, quali l'assenza di iniziative rivolte ai cittadini o di piani per strade e scuole, sono assolutamente smentiti dai fatti.

Per non parlare poi delle evidenti contraddizioni sulla questione "fondi" trasferiti dalla Provincia di Bari, dapprima impiegati, secondo quanto riportato nell'articolo, per pagare "gettoni, stipendi e benzina" e poi non ancora a nostra disposizione.

Nel dettaglio di quanto scritto, occorre precisare che:
" le opere di intervento realizzate sull'Istituto Tecnico Agrario di Andria, che ospita la sede della Provincia, sono state finalizzate alla sola messa in sicurezza ed alla conseguente agibilità, in senso a-tecnico, dei locali, da adibire ad uffici, dell'ala est - ex convitto- inutilizzata ed in stato di abbandono;
" quelli che nell'articolo vengono incautamente definiti "Bat Sprechi", sono e devono a mio avviso essere considerati Bat-Risultati. La Provincia di Barletta - Andria - Trani, infatti, ha iniziato ad operare autonomamente con un pugno di Dirigenti, con proprio personale (poche decine di unità iniziali) e con propri - esigui - mezzi solo dal gennaio del 2010. Ed è comunque riuscita, lavorando in house, ad assicurare la piena operatività dell'Ente anche attraverso l'adozione di atti fondamentali come lo Statuto, il Contratto Decentrato Integrativo, l'adozione di numerosi Regolamenti di Consiglio e di Giunta. Il contenimento della spesa è stato un obiettivo perseguito da subito mediante l'adozione di procedure e mezzi - come l'utilizzo della carta intestata su fogli normali, una sola auto blu di rappresentanza e di due auto di servizio -, che hanno consentito di ottimizzare gli stessi.
" nel primo anno di attività sono state compiute numerose e tempestive iniziative a servizio del cittadino. Ne cito solo alcune: i programmi rivolti al mercato del lavoro, quali la Costituzione dell'OML, il Protocollo d'Intesa con l'Università di Foggia ed il Tribunale di Trani per tirocini formativi curriculari e post-laurea, l'Obbligo Formativo, la promozione del programma "Lavoro e Sviluppo 4", l'adozione del piano di implementazione del Masterplan e la Carta dei Servizi; ancora, la fornitura di oltre 1.400 postazioni scolastiche e numerosi progetti per i servizi attivi al cittadino quali l'apertura degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico, i progetti "Life" e "Making it easy", gli strumenti strategici per l'Occupazione nell'Industria del Turismo, i SAC, i Bandi pesca ed i progetti creativi. Contributi economici sono stati erogati in favore di settori trainanti quali il Turismo, lo Sport e la Cultura, oltre ad un'attenzione particolare nei confronti delle Politiche Sociali, come dimostrano il progetto Mafalda, e l'istituzione dell'Osservatorio Sociale Provinciale e lo Sportello Provinciale Impresa Donna.
" a proposito della Sala Consiliare, composta, secondo il giornalista da "banchetti in legno con voto elettronico da far invidia a Montecitorio, sala riunioni e bandiere d'ordinanza", la stessa è stata allestita dalla Provincia madre di Bari, che si è


altresì occupata della gara per gli arredi degli uffici del Presidente e del Segretario Generale.
" quanto ai beni immobili rientranti nel patrimonio del nuovo Ente, questi sono entrati nella disponibilità della Provincia di Barletta - Andria - Trani solo nel mese di dicembre 2010. Prima di tale data, erano sotto la responsabilità amministrativo-gestionale delle Province madri di Bari e Foggia, alla pari dell'attuale stato di abbandono dell'Istituto psico-pedagogico di Trani e della manutenzione delle scuole e delle strade di competenza provinciale.
" la cosiddetta "Bat-Caverna", ovverosia l'ufficio del Segretario Generale dott. Maria De Filippo, è in realtà un ufficio polifunzionale, che, proprio nell'ottica di una ottimizzazione dei costi, funge contestualmente da ufficio del Segretario Generale e da Sala Giunta. Non esistono, poi, lampade di design; le poltrone sono in finta-pelle, la libreria passante in truciolato, le tende in poliestere. Gli uffici amministrativi, invece, sono organizzati in funzione degli spazi esistenti (l'istituto è infatti un ex Monastero), mentre i dipendenti dispongono di attrezzature - arredi idonei.
" Il "trofeo" che lo stesso Segretario Generale tiene nel proprio ufficio altro non è se non una "dedica" che i dipendenti, quasi tutti trasferiti coattivamente dalle Province di Bari e Foggia, hanno voluto regalarle, dopo i primi mesi di lavoro, in occasione del suo onomastico. Una dedica che riporto di seguito: "Sfruttiamo questa occasione per dimostrarle il nostro sincero apprezzamento per il lavoro che quotidianamente svolge.. sempre sul fronte e mai in trincea.. sempre armata in prima linea e mai… semplicemente a guardarsi i suoi uomini. E' apprezzamento per l'importanza e la crucialità del suo ruolo, un ruolo..vissuto più che semplicemente esercitato… sempre all'insegna della tenacia, caparbietà…determinazione…E' l'apprezzamento per chi ha avuto la fortuna di conoscerla più da vicino…semplicemente per la sua persona. Santa Maria 2010. I Dipendenti Bat".

Personalmente, ho sempre nutrito enorme rispetto nei confronti del fondamentale ruolo ricoperto dalla stampa ma, sebbene non sia nel mio costume, quanto riportato da "L'Espresso" non ha fatto che esporre al pubblico ludibrio la Provincia e chi la rappresenta, fornendo ai lettori una realtà decisamente distorta ed "offendendo", di fatto, la dignità dei circa 400 mila abitanti di questo territorio.

Ci ritroviamo, evidentemente, di fronte ad un testo giornalistico del tutto denigratorio rispetto all'immagine dell'Ente che, proprio per questo, abbiamo deciso di tutelare nelle sedi opportune e per il cui esito ci rimettiamo fiduciosi agli organi competenti.


Francesco VENTOLA

. Scoppia il caso "Provincia BAT" sul settimanale l'Espresso definita "La provincia degli sprechi" 28/07/11

Pubblichiamo l'articolo apparso sul settimanale “L’Espresso” lo scorso 7 luglio: un approfondimento giornalistico a firma del giornalista Tommaso Cerno, dal titolo “I Bat sprechi della Bat Provincia”.

Le mille poltrone di Barletta
di Tommaso Cerno

Viaggio nel nuovo ente Barletta-Andria-Trani. Che conta dieci comuni, 392 mila abitanti e ben tre capoluoghi. Che spende e spande per gettoni, auto blu e uffici scenografici, ma non ha un soldo per scuole e strade. Mentre le poltrone si moltiplicano

Nella Bat-Provincia mancano solo i pipistrelli. Li hanno cacciati i muratori un paio d'anni fa, quando cominciò il megarestauro dell'ex monastero dei benedettini ad Andria. L'hanno rimesso a nuovo in pochi mesi per farci la sede della sesta Provincia della Puglia. Si chiama Bat, appunto, ed è l'acronimo di Barletta-Andria-Trani, ultima diavoleria burocratica dell'Italia sprecona.

C'erano state le elezioni, il Pdl aveva vinto, poi il giorno dopo s'erano accorti che mancava la cosa più importante: il Bat-palazzo. Ma come? La Puglia ha un nuovo ente, un presidente, trenta consiglieri e otto assessori in più da sfamare, e a nessuno viene in mente che urgono uffici e poltrone. Ed è così, stipando gli studenti di una scuola superiore nella sola ala ovest del convento, che dieci comuni ribelli della Puglia hanno fatto la loro secessione. A suon di milioni.

Da queste parti giurano che la Bat era necessaria. Quelle dieci cittadine della Murgia (fanno 392 mila abitanti in tutto, un quartiere di Roma ladrona) invocavano da secoli l'autonomia: tradizioni e dialetto erano così diversi da Bari e Foggia da rendere asfissiante sedere nello stesso consiglio provinciale. Quello che non avevano calcolato, però, era che per mettere d'accordo dieci comuni, ci sarebbero voluti tre capoluoghi, uno ogni sei chilometri, visto che nessuno cedeva lo scettro.

E così "B" sta per Barletta, dove sorge la nuova Prefettura e presto arriverà la Guardia di Finanza. "A" indica Andria, dove si riuniscono consiglio e giunta, c'è il presidente, le auto blu e la polizia locale. Infine la "T" di Trani, città storica e quindi luogo ideale per gli assessorati forti: cultura, turismo, servizi sociali e politiche giovanili. Se la sono spartita all'italiana, insomma, ma guai a parlare di sprechi. Perché già così, ripetono ad Andria, è stata una mediazione estenuante. Potevano volercene quattro di capitali: "In fondo che c'entrano gli "strascinati" alle cime di rapa di Barletta con il moscato di Trani o le ciliege di Bisceglie?", se la ridono i neo-consiglieri. E se la Corte dei conti da anni denuncia la proliferazione di enti inutili, a Barletta lo chiamano più semplicemente "policentrismo funzionale". A fare due conti non moltiplica solo le funzioni, ma anche i costi: a bilancio ci sono 41 milioni di euro per la sola spesa corrente, cioè mandare avanti la baracca. Facile sforare se si pensa che solo per portare un dossier da un ufficio all'altro devono spostare una Bat-mobile.

L ex sede dell istituto psicopedagogico di Trani L'ex sede dell'istituto psicopedagogico di Trani Non bastasse, la nuova Provincia ha fatto un regalino pure ai municipi. Perché nei tre nuovi capoluoghi è scattato l'aumento dei consiglieri comunali: "Lo impone la legge, è una questione di status", ribattono. Eppure non ci credono nemmeno loro. Se a denunciare come tutta questa storia della Bat-Provincia sia una sprecopoli è addirittura il senatore Francesco Amoruso, discepolo di Pinuccio Tatarella e padre-padrone del Pdl nel Tavoliere: "La Bat è un mostro a tre teste, quindi mangia il triplo. Non andava fatta, le Province vanno eliminate e non aumentate. Si passa il tempo a discutere di nulla: mozioni, ordini del giorno, mai niente di concreto", s'infuria con i suoi. Una descrizione così azzeccata da sedurre anche un tipo algido come Massimo D'Alema che, nel 2009, durante le elezioni che consacrarono Bat-presidente il berlusconiano Francesco Ventola, con la "t", il lider Maximo la ripeteva come un disco a tutti i comizi.
Se lo sarà detto pure il presidente Ventola, che è anche sindaco di Canosa. Ha tre figli e adesso pure tre capoluoghi da far crescere. Prima di farsi la sede, per lui era una tragedia.

Il giorno della vittoria in Provincia, s'è presentato nel suo ufficio in municipio e si è autodenunciato: "Ho convocato il segretario e gli ho comunicato che avrei utilizzato spazi e mezzi del Comune di Canosa per occuparmi della Bat. Con tanto di denuncia, perché altrimenti mi avrebbero condannato per peculato", racconta a "l'Espresso". Adesso è tutta un'altra musica: il palazzo s'è riempito di scrivanie, armadi e poltrone. La carta intestata strabocca dai tavoli. Se prendi il corridoio a destra finisci nelle aule della scuola, in pieno esame di maturità, ma se vai a sinistra ecco l'aula del Consiglio provinciale nuova di zecca: banchetti in legno, voto elettronico da far invidia a Montecitorio, sala riunioni e bandiere d'ordinanza: "E' costata, ma abbiamo fatto un miracolo se si pensa che solo due anni fa qui non c'era niente", raccontano i consiglieri. D'altra parte quella era la prima urgenza: "Dovevamo pur insediarci e pagare i gettoni... altrimenti che Provincia è?".

 

. "Accessi negati e spiagge sporche, torna l'estate dei problemi" 22/06/11

Come ogni anno siamo a sollecitare, dopo aver aspettato in fervente attesa la pulizia delle spiagge cittadine, una attenta attività di verifica, come faremo con il responsabile della locale sede della capitaneria di porto cittadina, della accessibilità libera secondo i canoni di legge di tutta la fascia costiera cittadina.
Infatti, appare il caso di ricordare che l'accesso al mare è libero per tutti ed ogni violazione deve essere segnalata e perseguita nei termini di legge.
Per tale motivo, è il caso che il comando di polizia municipale istituisca un apposito servizio dedicato a tale finalità con la formazione di un nucleo di vigili urbani.
Particolare attenzione chiediamo sia data alla fruibilità della costa a Sud verso Bisceglie dove quello degli accessi al mare è un problema atavico, insieme a quello della sicurezza dei bagnanti che attraversano la strada statale e quella a Nord presso la cosiddetta spiaggia San Marco Sud, che necessità di un intervento di pulizia straordinaria.
Un'idonea azione di bonifica, per una serena stagione estiva, viene richiesta anche dagli utenti del tratto di mare a ridosso dell'ex mattatoio.
Purtroppo negli anni scorsi, qualcuno ha dimenticato che tali zone fanno parte della nostra costa e che quindi devono essere sottoposte alla pulizia giornaliera con i relativi servizi igienici.
I cittadini, tutti, restano in attesa fiduciosi.

Michele di Gregorio Francesco Laurora

consiglieri comunali Verdi Trani

 

.La Comunità Oasi2 invita ad andare a votare per il referendum di domenica e lunedì. 09/06/11

Il referendum di domenica e lunedì prossimo è un momento di importante partecipazione alla vita democratica del paese in cui viviamo: andare a votare, esprimendo il nostro giudizio, è un diritto inalienabile. Per questo la Comunità Oasi2 San Francesco che da 25 anni si batte per la diffusione e il rispetto dei diritti, invita i cittadini a non mancare all'importante appuntamento con i 4 quesiti referendari anche per il valore simbolico che essi esprimono.

Andare a votare, andare a votare SI' per tutti e quattro, significa esprimere forte la volontà che il diritto di tutti è più importante del privilegio di pochi. Questo infatti hanno in comune i 4 quesiti: difendere l'uguaglianza (dei servizi, dell'energia, della giustizia) dagli attacchi dell'interesse privato.

L'acqua è un diritto e non può diventare fonte di profitto, l'energia alternativa è diffusa, tutti possono produrre con un pannello solare sul tetto, ma nessuno può avere un reattore nucleare in giardino, e la giustizia non può astenersi dal giudicare alcuni, per quanto in alto siano.

Andare a votare è un diritto, difendere i nostri diritti è un dovere.


Massimiliano Martucci
Ufficio Comunicazione
Comunità Oasi2 San Francesco Onlus
via Pedaggio Santa Chiara 57/bis - 70059 Trani (BT)
tel: 0883 764039
fax: 0883 502146

 

. "Andiamo a votare per il referendum: è un gesto di civiltà" 09/06/11

L'importanza dei temi trattati dai quesiti del prossimo referendum impongono a tutti i cittadini il dovere morale di recarsi alle urne per esprimere il proprio parere, qualunque esso sia. Il diritto di voto è uno strumento potente nelle mani dei cittadini che, se utilizzato, incide direttamente sulla qualità della vita di ognuno, anche se tanti continuano a ritenere le tematiche oggetto del referendum distanti dalle vere esigenze quotidiane. In realtà così non è, se non ci si ferma ad una lettura superficiale dei quesiti.

Per quanto ci riguarda noi voteremo 4 SI perché è importante che i nostri territori non vivano l'incubo di un incidente nucleare o con il timore di dover convivere per migliaia di anni con le scorie radioattive, mentre tutto il resto del mondo industrializzato chiude i propri impianti perché consapevole dei danni certi e dei vantaggi incerti e decide che l'energia si produce sfruttando il sole. Per noi è importante sapere che i cittadini non dovranno messere costretti a comprare l'acqua, sottostando alla richiesta di massimo profitto dei gestori delle reti idriche o dei concessionari dei bacini idrici. Per noi è altrettanto importante sapere che le leggi sono uguali per tutti i cittadini politici e non politici che temporaneamente si trovano a ricoprire incarichi istituzionali.
Prendiamo atto con molto piacere della nota con la quale in nostro arcivescovo ha sensibilizzato i cittadini alla partecipazione civica, ritenendo che i temi in discussione investano anche il proprio sentire religioso.

Michele di Gregorio Francesco Laurora

consiglieri comunali Verdi Trani

 

. DOCUMENTO DELL'ARCIDIOCESI SUI QUATTRO REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 08/06/11

Si porge il testo integrale del documento dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie sui quattro referendum del 12 e 13 giugno 2011. Esso è stato redatto da quattro commissioni diocesane (Educazione Cattolica, Scuola e Università - Cultura e Comunicazioni Sociali - Laicato - Problemi sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato) e la sua pubblicazione è stata approvata dall'Arcivescovo.
Il documento, ispirandosi ai principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, non nasconde il proprio orientamento circa i quattro quesiti; riconosce altresì al singolo il diritto di scegliere liberamente secondo i criteri che ritiene più opportuni.

ARCIDIOCESI DI TRANI-BARLETTA-BISCEGLIE-NAZARETH
Commissione Educazione Commissione Cultura e Commissione Laicato Commissione Problemi sociali
Cattolica, Scuola Comunicazioni sociali e Lavoro, Giustizia e Pace,
e Università Salvaguardia del Creato

I quattro referendum del 12 e 13 giugno 2011
In vista della consultazione del 12 e 13 giugno p.v. si è pensato di redigere un apposito documento, in cui si valutano i quattro quesiti referendari alla luce della Parola e del magistero della Chiesa.

I due quesiti referendari sull'acqua
PRIMO QUESITO

Volete l'abrogazione dell'art. 23bis del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 convertito con modifiche nella legge 6 agosto 2008 n.133 come modificata dall'art.30, XXVI° comma della legge 23 luglio 2009 n.99 e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009 n.135 convertito con modifiche nella legge 20 novembre 2009 n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte Costituzionale?
SECONDO QUESITO
Volete l'abrogazione dell'art. 154, I° comma del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?

Dio, creatore dell'universo, è padrone delle acque, le dispensa, le trattiene e le rilascia a suo piacere; […] spande la pioggia sulla terra […] (Gb 5,10) e veglia perché essa cada regolarmente; ha creato le acque superiori e quelle dell'abisso, regola il flusso del loro corso, le ritiene affinché non sommergano il paese, fa sgorgare le sorgenti e discendere la pioggia, grazie alla quale la prosperità si diffonde sulla terra, apportando la gioia al cuore dell'uomo (Salmo 104).
L'acqua, essendo un bene vitale per tutti gli uomini (Compendio DSC, 484-485; Caritas in Veritate 27), è oggetto di un diritto universale e inalienabile, sicché non deve essere lasciata in balia del mercato soggiogato al profitto e governato dal libero incontro tra domanda e offerta; il riconoscimento del diritto universale all'uso dell'acqua poggia sulla dignità di ogni persona e non su logiche economiche (Compendio DSC, 485).
L'acqua è un bene comune e va gestito -senza sprechi e inefficienze- dalla comunità con la partecipazione di tutti, perché è la base della vita. Puoi immaginare che l'aria venga acquistata da una società privata? Si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Votando SI ai due quesiti, impedisci che aziende private possano gestire l'acqua e possano lucrare profitti, aumentando il costo della bolletta.
Votando NO ai due quesiti, vuoi che aziende private possano gestire l'acqua e conseguire profitti.

Il quesito referendario sul nucleare
Volete l'abrogazione del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 limitatamente all'art. 7, I° comma lettera d) ove si prevede la 'realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare '?

Dio ha affidato all'uomo il compito di coltivare e custodire il creato, attribuendogli su di esso una signoria non assoluta (Genesi 2,15); pertanto l'uomo è chiamato a "coltivare il giardino del mondo" con sapienza e amore e deve sentirsi responsabile dei doni ricevuti continuamente da Dio, perché sono doni destinati anche alle generazioni future (Christifideles laici 43).
Oggi la terra è minacciata da tre fattori: inquinamento, surriscaldamento e sviluppo 'squilibrato'.
L'inquinamento deriva dalla produzione e circolazione di sostanze tossiche e/o ingombranti e può essere di tre tipi: 'chimico' dovuto a diserbanti, pesticidi, anidride solforosa e detersivi chimici; 'organico' riguardante le acque; 'radioattivo' causato soprattutto da scorie nucleari.
[…] Le autorità chiamate a prendere decisioni per fronteggiare rischi sanitari ed ambientali talvolta si trovano di fronte a situazioni nelle quali i dati scientifici disponibili sono contradditori oppure quantitativamente scarsi: può essere opportuna allora una valutazione ispirata dal <<principio di precauzione>> […] Le politiche cautelative, basate sul principio di precauzione, richiedono che le decisioni siano basate su un confronto tra rischi e benefici ipotizzabili … compresa la decisione di non intervenire. […] Un'attenzione particolare dovrà essere riservata alle complesse problematiche riguardanti le risorse energetiche. Quelle non rinnovabili, alle quali attingono i paesi altamente industrializzati e quelli di recenti industrializzazione, devono essere poste al servizio di tutta l'umanità [...] si dovrà, altresì, continuare, tramite il contributo della comunità scientifica, a identificare altre nuove fonti energetiche, a sviluppare quelle alternative e a elevare i livelli di sicurezza dell'energie nucleare […] (Compendio DSC, 469-470).
Il terzo quesito referendario riguarda la legge in cui si prevede la costruzione di nuove centrali nucleari; si ricorda che l'80% degli italiani nel referendum del 1987 si espresse contro il nucleare.
I rischi del 'nucleare' sono ancora oggi maggiori dei benefici, perché le centrali non sono sicure e le scorie da smaltire restano radioattive per milioni di anni. La recente tragedia giapponese pone l'umanità davanti ad un bivio: convivere con i rischi delle centrali o fermare le politiche nucleari. Da tempo si è imboccata la strada delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica e, anzi, con le attuali tecnologie pulite e rinnovabili si può soddisfare l'intera domanda di energia entro il 2050.
Si continua a parlare di nucleare sicuro - Ma chi abita a 5 Km da una centrale rischia 2,2 volte di più di ammalarsi di leucemia e nessuno sa ancora come gestire le scorie radioattive per milioni di anni.
Si sostiene che non possiamo farne a meno - Ma il nucleare è un'energia in declino da anni, perché dava il 17% dell'elettricità mondiale nel 1999 e solo il 13% nel 2008; anzi in Italia in tre anni i nuovi impianti eolici, i pannelli solari e il risparmio energetico hanno dato elettricità equivalente a tre centrali atomiche. La Germania ha deciso di spegnere alcuni reattori nucleari entro il 2011 e i reattori più moderni entro il 2022.
Si afferma che è conveniente - Ma l'energia nucleare nel 2010 è costata il 75% in più di quella da gas e il 27% in più dell'eolica. Negli ultimi 4 anni mentre il costo di una centrale nucleare è lievitato, invece quello di un pannello fotovoltaico è diminuito del 55%. In Germania oggi, se l'energia nucleare dà lavoro a circa 30.000 persone, le energie rinnovabili impiegano ben 340.000 persone circa.
Si diceva che il disastro di Chernobyl non si sarebbe ripetuto - Ma in Giappone a Fukushima non è stato possibile controllare la stessa reazione. Le nuove centrali non sono sicure, perché il reattore EPR, che si vuole portare in Italia, è stato giudicato insicuro dalle agenzie di Gran Bretagna, Finlandia e Francia.
Votando SI, scegli di impedire la realizzazione delle centrali nucleari in Italia.
Votando NO, vuoi la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.

Il quesito referendario sul legittimo impedimento
Volete che siano abrogati l'articolo 1, commi I°, II°, III°, V° e VI°, nonché l'articolo 2 della legge 7 aprile 2010 n. 51 recante disposizioni in materia d'impedimento a comparire in udienza?

[…] Tutti gli uomini, creati ad immagine dell'unico Dio e dotati di una medesima anima razionale, hanno la stessa natura e la stessa origine … tutti, quindi, godono di una eguale dignità […] (CCC 1934). Dio Padre è Creatore, Signore e Giudice di tutti gli uomini, da lui chiamati a vivere quali figli suoi e fratelli fra di loro; pertanto […] Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga […] (At 10, 34-35). Anzi […] tutti saremo presentati al tribunale di Dio. Sta scritto infatti: 'Io vivo, dice il Signore: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, e ogni lingua riconoscerà Dio'. E allora ciascuno di noi renderà conto a Dio per se stesso […] (Rm 14, 10c-12).
Dinanzi alla legge divina e a quella umana siamo tutti uguali.
Ora il quesito referendario riguarda la legge 7 aprile 2010 n. 51 in cui si è previsto che:
1- Chi riveste la carica di Presidente del Consiglio o di Ministro è legittimamente impedito a comparire alle udienze penali, qualora sia impegnato nel concomitante esercizio di funzioni istituzionali o nello svolgimento di attività preparatorie, consequenziali o coessenziali alle funzioni di governo;
2- il giudice in presenza dell'esercizio di dette funzioni e attività -su richiesta dal Presidente del Consiglio o del Ministro imputati- deve rinviare il processo ad altra data;
3- il giudice rinvia il processo per un massimo di sei mesi nel caso in cui la Presidenza del Consiglio attesta che l'impedimento per motivi istituzionali si prolunghi per un certo periodo di tempo;
4- il decorso della prescrizione del reato, di cui sono imputati il Presidente del Consiglio o il Ministro, è sospeso durante l'intera durata del rinvio dell'udienza sopra menzionato;
5- le suddette disposizioni si applicano -sino al 8 ottobre 2010- ai processi in corso alla data di entrata in vigore della legge e, cioè, alla data del 9 aprile 2010.
Tuttavia la Corte Costituzionale con la sentenza 13-25 gennaio 2011 n. 23, ritenendo che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio e di Ministro debba essere soggetto alla stessa legge vigente per tutti i cittadini e non possa godere di particolari deroghe e privilegi, ha dichiarato costituzionalmente illegittime:
a- la disposizione n. 2 (sopra riportata) nella parte in cui non attribuisce al giudice il potere di accertare e valutare in concreto se l'impedimento del Presidente del Consiglio o del Ministro sia indifferibile, concomitante, assoluto e attuale;
b- la disposizione n. 3 (sopra riportata) sulla base -fra l'altro- dei seguenti due motivi:
" nel processo penale, in cui il Presidente del Consiglio è imputato di fatti criminosi, era stata depositata un'attestazione nella quale la Presidenza del Consiglio aveva indicato in modo esemplificativo e succintamente gli impegni istituzionali che gli impedivano di partecipare all'udienza;
" la legge impone al giudice -in caso di semplice deposito dell'attestazione dell'impedimento rilasciata dalla stessa Presidenza del Consiglio- di rinviare automaticamente il processo penale ad altra udienza, senza poter verificare se l'impedimento addotto fosse attuale, assoluto, concomitante e indifferibile.
In buona sostanza nella legge oggetto del referendum si prevede che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio o di Ministro -diversamente da qualunque altro cittadino- può avvalersi delle funzioni istituzionali svolte, per non comparire alle udienze e ottenere il rinvio del processo anche per reati commessi come privato cittadino.
Ora, se da un lato si è consapevoli della necessità che il rapporto tra le Istituzioni debba essere caratterizzato da maggiore lealtà, da toni più pacati e dal reciproco riconoscimento di essere legittimi contrappesi costituzionali; dall'altro lato, però, è certo che il rinvio dell'udienza -per legittimo impedimento- allunga i tempi per l'accertamento della responsabilità penale e per il risarcimento dei danni arrecati alle persone offese, consentendo altresì all'imputato di restare in carica durante il processo contrariamente a quanto avviene in altri Stati Europei, ove chi ha un incarico di rilievo nazionale, qualora sia imputato di reato, di solido si dimette.
Col referendum siamo chiamati a decidere se debba restare in vigore oppure essere abrogata la legge n. 51/2010 (come modificata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 23/2011).
Votando SI, scegli di abrogare la legge.
Votando NO, vuoi che la legge resti in vigore.


I N V I T I A M O
tutti i cittadini elettori a RECARSI ALLE URNE il 12 e 13 giugno p.v. nella consapevolezza che l'esercizio del voto è un dovere civico e contribuisce a costruire una più diffusa partecipazione alla vita civile e democratica dell'Italia.

 

. Postazioni Internet Alla Biblioteca Comunale G. Bovio 05/08/09

Si arricchisce la dotazione della Biblioteca Comunale "G.Bovio", infatti da stamani sono disponibili quattro postazioni di accesso ad internet gratis.
Un nuovo servizio, a cui l'amministrazione lavorava già dal mese di maggio 2008, completamente gratuito, rivolto a tutti i fruitori della struttura di Piazzetta san Francesco. I Pc da cui collegarsi ad internet sono ubicati all'interno della segreteria remota dell'Università - sportello on-line. Il movimento di destra giovanile di Trani desidera sottolineare il grande impegno dell'amministrazione comunale di centrodestra, la quale, da sempre, ha rivolto una particolare attenzione alla situazione della Biblioteca Comunale, prima inaugurandola, nel corso del suo primo mandato, poi, recentemente, dedicandole una specifica delega assessorile. Dunque un plauso convinto alla lodevole iniziativa del governo cittadino, un segnale chiaro e deciso di assoluta attenzione al mondo giovanile tranese, considerato che la maggior parte dei frequentatori della Biblioteca sono giovani studenti.
Nove anni fa circa, AG Trani, con l'allora consigliere comunale di opposizione Pinuccio Tarantini, cominciò una dura protesta contro l'allora governo cittadino di centrosinistra il quale dimostrò assoluto immobilismo ed incapacità nella risoluzione della problematica, oggi possiamo dire con fierezza che un altro obiettivo è stato raggiunto con buona pace dei detrattori!
Ora avanti tutta, con lo spostamento dei libri negli scaffali e la loro catalogazione (c'è già un atto d'indirizzo della giunta per indire la gara d'appalto) e il potenziamento della segreteria remota dell'università, strumento necessario ed indispensabile per la prenotazione degli esami, iscrizione alle facoltà e richiesta di qualsiasi certificato.
Prendiamo atto con grande entusiasmo che le esigenze dei giovani tranesi sono obiettivo primario per l'amministrazione guidata dal Sindaco Tarantini.

Azione Giovani TRANI

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