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P.zza Manfredi, 16 - Trani

ORARI DI APERTURA E CHIUSURA
Tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (chiusura biglietteria ore 19.00)
Chiuso: 25 dicembre, 1° gennaio e 1° maggio

TICKET:
Intero € 3,00
Ridotto € 1,50 (dai 18 ai 25 anni)
Gratuito (fino a 18 anni e per le categorie previste dalla normativa vigente)
Il costo del biglietto può subire variazioni in occasione di mostre e/o eventi speciali

Ingresso libero la prima domenica di ogni mese

telefax 0883.506603

IL CASTELLO SVEVO DI TRANI

Eretto direttamente sulla costa, a pochi passi dalla splendida cattedrale romanica, il castellocostituisce un indubbio giooello di grande valore scenografico. La sua fondazione, su un banco roccioso di quota sensibilmente ribassata rispetto alla terra ferma e probabilmente isolato fin dall'origine, comportò la distruzione di un modesto avamposto di vedetta, una piccola torre di guardia riferibile ai secoli X - XI, rinvenuta sotto il piano di calpestio dell'attuale ingresso.

Nel castellosoggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas (Elena degli Angeli o Elena Angelo Comneno di Epiro).

Importante caposaldo sulla costa pugliese del sistema castellare federiciano, nel XIII secolo il più moderno d'Europa, sorge a breve distanza dalla celebre cattedrale romanica, ed è strategicamente collocato al centro di una rada, i cui bassi fondali si sarebbero sempre rivelati un'ottima difesa naturale, sia dalla furia delle onde che da eventuali attacchi sul fronte settentrionale.

Su modello dei castelli crociati di Terra Santa, a loro volta debitori dei Castra Romani, ha un semplice e funzionale impianto quadrangolare, rinforzato poi ai vertici da quattro torri quadrate di uguale altezza, paramento esterno a bugnato, un antemurale-muro di cinta percorribile, munito di frecciere e merlato-che delimita tre cortili sui fronti est, sud e ovest, fossato acqueo inondato dal mare.

Passato, col succedersi delle dinastie, prima agli Angioini, poi agli Aragonesi, fu sempre, fino ad oggi, di pertinenza demaniale, tranne un breve periodo (1385-1419), quando fu assegnato al capitano di ventura Alberico da Barbiano, in grazia dei servigi resi a Carlo III di Durazzo in lotta per la successione con Luigi D'Angiò.

Conservando inalterata la valenza strategica della posizione, nel XVI secolo, con l'avvento delle armi da fuoco, il castellovenne adeguato alle nuove tecniche difensive, rispondendo alla diffusa esigenza di rifortificazione delle coste mediterranee minacciate dall'avanzata turca. L'operazione comportò l'ispessimento del frone meridionale, meno protetto dalla natura e prospiciente l'aperta campagna, e la realizzazione di due bastioni agli spigoli opposti di sud-ovest (a punta di lancia) e nord-est (a pianta quadrata), assicurando in tal modo la copertura a fuoco radente dell'intero perimetro della fortezza.

Il castellocoprì ininterrottamente il suo ruolo di presidio militare, ad eccezione degli anni 1586-1677, quando fu sede della Sacra Regia Udienza della provincia di Terra di bari, finchè, nel XIX secolo, fu adibito a carcere centrale provinciale, destinazione cessata soltanto nel 1974.

Restaurato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Puglia, dal 1979, è stato aperto al pubblico il 5 giugno 1998.

Sono presenti:
* Sistema esplicativo multilingue
* Book -Shop
* Saletta multimediale
* Sala conferenze

 

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